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Visualizzazione dei post da giugno, 2024

UN INTERESSANTE CARTIGLIO A FIANCO ALL'IRLANDA

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 I più grandi cartografi del Medioevo non erano dei semplici disegnatori. Erano, probabilmente, uomini di cultura che abbinavano alla loro maestria nell'arte di riprodurre i mari e le coste, le rade e le isole in una maniera che fosse utile alla navigazione, anche conoscenze matematiche e la lettura dei testi classici. Prova ne sia questo interessante cartiglio che appare a fianco all' Irlanda su un atlante prodotto intorno al 1375 a Maiorca e chiamato pertanto Atlante Catalano , conservato alla Bibliothèque Nationale de France a Parigi. In questo cartiglio si può leggere la seguente scritta:  --- En Inbernia ha moltes illes meraviellosas qui son credores, en les quals ni a vna porque quels homens nuyl tempms noy moren mas con son molt veyles qui muirer (volen) son aportatos fora la illa; noy a neguna serpente ne naguna granota ne naguna (anyma) verinosa abams tota la terra es carita ariosa atota bistia verinosa;cora qui es lazie insulla.  Encara mes hia arbres als qual...

FRANCESCO PIZZIGANO RIPRODUCE L'ISOLA DE MONTONIS SIVE DE BRAZIL

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  Come nella carta di Dalorto , anche in questo portolano del 1367 attribuito al cartografo veneziano Francesco Pizzigano , e conservato alla Biblioteca Palatina di Parma, appare l'isola "de montonis sive de Brazil ". Questa volta però l'isola è disegnata con una curiosa forma "a sfera colorata", con un vistoso colore rosso che contrassegna le due semisfere, separate da una fascia senza colore. Il nome è inserito nella fascia centrale, ed esce dai confini dell'isola , che appare assai grande ed è posizionata a sud-ovest dell'Irlanda, come nella carta di Dalorto esaminata nel post precedente.

COLOMBO VOLEVA RAGGIUNGERE LE INDIE DA OCCIDENTE PERCHE' AVEVA LETTO ARISTOTELE

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 L'idea che attraversare l'Atlantico per giungere alle Indie non fosse impossibile, anzi un'impresa semplice, non venne a Cristoforo Colombo per primo. Lo aveva già scritto Aristotele. Ecco perché, per tutto il Medioevo, nessuno si era posto molti problemi se in quello spazio di mare sorgevano isole indefinite ma vere. In fondo, non doveva essere così difficile immaginare che alcune delle isole che contraddistinguevano le coste orientali del vasto continente eurasiatico dovessero essere segnalate su una carta geografica che disegnava le coste occidentali dell'Europa. Bastava leggere i brani di Aristotele , ma anche di Strabone per crederci.

ANCORA UNA VOLTA APPARE L'ISOLA DE BRAZIL

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  Nel post precedente abbiamo illustrato la prima apparizione su un portolano, ad opera di Angelino Dalorto (o Dulceto) dell'isola de Brazil nel 1330. Ed è sempre Angelino Dalorto, sempre più sicuro dell'esistenza di quest'isola immaginaria davanti alle coste occidentali dell'Irlanda, a disegnarla in una seconda carta nautica come qui vediamo, questa volta datata 1339, ma con le coste più frastagliate ed un colore violaceo, quasi fosse più un banco di sabbia che un'isola. Da queste prime apparizioni deriverà una lunga serie di riproduzioni dell'isola immaginaria, ora rotonda, ora a forma di un ombrello rovesciato, come vedremo col tempo negli articoli che seguiranno. Un'isola mai trovata ma a cui tutti credono, anche Cristoforo Colombo, come ci riferisce suo figlio Fernando . Ed ecco l'intera carta nautica del 1339 di Angelino Dalorto.

LA PRIMA CARTA CHE RIPORTA L'ISOLA "DE BRAZILE"

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 La prima carta nautica che rappresenta la sconosciuta isola "de Brazile" è quella di un cartografo di cui si sa molto poco: Angelino Dulceto , o Dalorto. Come della mitica isola ad ovest dell'Irlanda che per la prima volta appare nella sua carta del 1330, così anche la sua vita è avvolta dal mistero. Era probabilmente un genovese trasferitosi a Maiorca, isola in cui prende vita nel '300 una florida "scuola" di cartografia. E', infatti, in quest'ambiente catalano che si formano, probabilmente traendo le basi dall'esperienza di cartografi genovesi, gli ateliers dei cartografi di Maiorca. Ma ritorniamo al nostro autore. Nella carta nautica esaminata appare la scritta " Hoc opus fecit Angellino de Dalorto " (o, secondo una trascrizione più recente, de Dulceto)  e la datazione. Ma a rappresentare aspetti curiosi e sconosciuti è soprattutto la presenza di quel grande cerchio semicancellato ad ovest delle coste irlandesi in cui appare la scri...

PIETRO VESCONTE E IL GOLFO DI VENEZIA

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  Pietro Vesconte (Petrus Vesconte de Janua, come amava firmarsi) era un cartografo genovese che lavorò a Venezia e, forse per questo, nella città lagunare furono prodotte da lui (o dal suo atelier di cartografi) tante carte nautiche, carte geografiche e atlanti. Le sue produzioni più conosciute sono conservate alla Bibliothéque Nationale de France , alla Bodleian Library di Oxford ed alla biblioteca Marciana  a Venezia. Questa sua carta nautica del  1313, una delle prime, riguarda il Mediterraneo ed il Mar Nero, le coste di Francia e Spagna sull'Atlantico ed un primo accenno della Gran Bretagna, che si riconosce per la scritta rossa "Londres".  Ma la cosa più singolare è che, proprio di fronte alle coste della Spagna, in pieno Atlantico, usa quell'immenso spazio vuoto per creare una visione più dettagliata del Golfo di Venezia, come è scritto in rosso sulla carta. E sono riconoscibili le città  isole dell'Istria e della Croazia, come Pula, Parenzo, Premuda, S...

LA CARTA PISANA

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  Cominciamo da qui: la Carta Pisana . Si tratta del primo portolano (il termine è tecnico, si riferisce alle prime carte nautiche prodotte e probabilmente usate in navigazione nel Medioevo) che sia giunto fino a noi. Non è un portolano nel senso odierno del termine perché in essa non ci sono descrizioni letterali di porti e approdi, o informazioni di venti dominanti, secche o pericoli per la navigazione. E', invece, una carta nautica costruita con un ingegnoso sistema di rose dei venti ed indicazione dei nomi delle varie località della costa, come se non fosse necessario tracciare le linee della terraferma, in quanto contano solo le rotte. Si suppone sia stata creata alla fine del 13° secolo presumibilmente da un cartografo genovese e ritrovata a Pisa. E' una pergamena grande come il dorso di una pecora, in parte rovinata. Si discute ancora molto sui metodi di creazione, considerando che non riporta nè paralleli nè meridiani (le conoscenze di Tolomeo erano andate perdute), ma ...

ISOLE MISTERIOSE, COSA SONO?

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Per secoli gli uomini hanno immaginato l'esistenza di isole misteriose nell'Atlantico, a cominciare dalla più famosa, Atlantide , ma non solo. Ce ne sono almeno cento altre, ma cosa sono e a cosa si riferiscono quelle isole dai nomi fantastici che appaiono e scompaiono dalle carte in epoche diverse? La più bella, la più enigmatica, è senz'altro Brazil (o anche Bracil, Bracile, Hy Bressail), che appare con forme e coordinate diverse in tanti portolani del Medioevo. Ma anche Ponzela , o Poncela, Pulzella, e ancora Mamm, Maida, Asmanda, la lista è lunghissima. Tutte sembrano far riferimento al viaggio di San Brendano , o al Giardino delle Esperidi, o alle leggende celtiche.  E Antilla ? Appare in alcune mappe del 1400, ma prima della scoperta delle Americhe! Senza dubbio un nome inventato: Ante Illa (davanti ad essa o esse, forse perché è disegnata davanti alle coste del Portogallo). Eppure non è mai esistita, o almeno non dove viene localizzata dai cartografi. Ebbene, in que...