LA CARTA PISANA

 


Cominciamo da qui: la Carta Pisana. Si tratta del primo portolano (il termine è tecnico, si riferisce alle prime carte nautiche prodotte e probabilmente usate in navigazione nel Medioevo) che sia giunto fino a noi. Non è un portolano nel senso odierno del termine perché in essa non ci sono descrizioni letterali di porti e approdi, o informazioni di venti dominanti, secche o pericoli per la navigazione. E', invece, una carta nautica costruita con un ingegnoso sistema di rose dei venti ed indicazione dei nomi delle varie località della costa, come se non fosse necessario tracciare le linee della terraferma, in quanto contano solo le rotte. Si suppone sia stata creata alla fine del 13° secolo presumibilmente da un cartografo genovese e ritrovata a Pisa. E' una pergamena grande come il dorso di una pecora, in parte rovinata. Si discute ancora molto sui metodi di creazione, considerando che non riporta nè paralleli nè meridiani (le conoscenze di Tolomeo erano andate perdute), ma è estremamente precisa nella rappresentazione geografica del Mar Mediterraneo e del Mar Nero.

E' difficile capire quale metodo venisse utilizzato per creare questo tipo di carte nautiche che, come vedremo nei post futuri, sono molto numerose e rimandano ad un sapere antico, ma è interessante notare come fossero già allora (siamo intorno al 1270) si avessero conoscenze precise dei metodi di navigazione e dell'uso della bussola (Compass in inglese) per individuare punti cospicui.

Ed ecco il suggerimento di alcune letture per saperne di più:

http://books.google.fr/books?id=uJaP4i7-_MIC&pg=PA404&dq=%22carte+pisane%22&as_brr=3&ei=une9S_ZZhL42nr3IzQc&cd=1

https://www.iemed.org/publication/les-cartes-portolanes-la-representacio-medieval-duna-mar-solcada/



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