A cosa si riferiscono quelle misteriose isole disegnate nelle acque dell'Atlantico, isole dai nomi fantastici, che appaiono e scompaiono dalle carte in epoche diverse?
MISTERIOSE ISOLE DEL TERZO REICH
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E ora le isole misteriose hanno anche ispirato un libro!
Heidelberg, 1940. Un giovane delle SS recupera una misteriosa mappa appartenuta ad una famiglia ebrea, ma quella mappa, insieme all'oro della Banca di Breslau, sparisce nel nulla. Roma, 1943. Le truppe naziste requisiscono nella città occupata le biblioteche della Comunità Ebraica e le spediscono in Germania. Ma i vagoni ferroviari che le contengono non arriveranno mai a destinazione. Atene, 2016. Uno strano furto tocca la fondazione dei reduci dell'eccidio di Smirne e scompare un misterioso atlante di un mercante greco. Venezia, 2019. Un archivista viene ucciso mentre cerca di recuperare un antico manoscritto. E qualcuno ruba un'antica carta nautica esposta a Parma. Quale segreto celano quelle antiche mappe? E a cosa si riferiscono quelle misteriose isole disegnate nelle acque dell'Atlantico, isole dai nomi fantastici, che appaiono e scompaiono dalle carte in epoche diverse?
Questo libro mi è piaciuto: il linguaggio è piacevole, scorrevole e garbato, la complessità della narrazione che rende necessario andare avanti nella lettura a tutti i costi. Alcune aggettivazioni mi hanno colpito: la ragnatele "fantasiose", la bellezza "scostante" di Venezia, il rumore "grasso" del motore della barca. In generale, belle immagini ovunque, grande sensibilità per gli aspetti cruciali dei paesaggi, una evidente competenza circa le emozioni più importanti che muovono gli umani Ho notato alcune prese di posizione che mi rendono simpatica l'autrice e derogano alle ingombranti precauzioni (per gli scrittori) dovute alla sensibilità di una parte della platea dei lettori (e più, citando Gadda, delle stupende lettrici): il giudizio sui selfie, scattati ad occupare lo spazio della bellezza. Non si può ingraziarsi tutti. Su ben altro registro valoriale, la presa di posizione sui diritti civili, a partire dalla dedica del romanzo alla memoria dell'eccidio di Smirne.
Nel post precedente abbiamo illustrato la prima apparizione su un portolano, ad opera di Angelino Dalorto (o Dulceto) dell'isola de Brazil nel 1330. Ed è sempre Angelino Dalorto, sempre più sicuro dell'esistenza di quest'isola immaginaria davanti alle coste occidentali dell'Irlanda, a disegnarla in una seconda carta nautica come qui vediamo, questa volta datata 1339, ma con le coste più frastagliate ed un colore violaceo, quasi fosse più un banco di sabbia che un'isola. Da queste prime apparizioni deriverà una lunga serie di riproduzioni dell'isola immaginaria, ora rotonda, ora a forma di un ombrello rovesciato, come vedremo col tempo negli articoli che seguiranno. Un'isola mai trovata ma a cui tutti credono, anche Cristoforo Colombo, come ci riferisce suo figlio Fernando . Ed ecco l'intera carta nautica del 1339 di Angelino Dalorto.
Pietro Vesconte (Petrus Vesconte de Janua, come amava firmarsi) era un cartografo genovese che lavorò a Venezia e, forse per questo, nella città lagunare furono prodotte da lui (o dal suo atelier di cartografi) tante carte nautiche, carte geografiche e atlanti. Le sue produzioni più conosciute sono conservate alla Bibliothéque Nationale de France , alla Bodleian Library di Oxford ed alla biblioteca Marciana a Venezia. Questa sua carta nautica del 1313, una delle prime, riguarda il Mediterraneo ed il Mar Nero, le coste di Francia e Spagna sull'Atlantico ed un primo accenno della Gran Bretagna, che si riconosce per la scritta rossa "Londres". Ma la cosa più singolare è che, proprio di fronte alle coste della Spagna, in pieno Atlantico, usa quell'immenso spazio vuoto per creare una visione più dettagliata del Golfo di Venezia, come è scritto in rosso sulla carta. E sono riconoscibili le città isole dell'Istria e della Croazia, come Pula, Parenzo, Premuda, S...
Per secoli gli uomini hanno immaginato l'esistenza di isole misteriose nell'Atlantico, a cominciare dalla più famosa, Atlantide , ma non solo. Ce ne sono almeno cento altre, ma cosa sono e a cosa si riferiscono quelle isole dai nomi fantastici che appaiono e scompaiono dalle carte in epoche diverse? La più bella, la più enigmatica, è senz'altro Brazil (o anche Bracil, Bracile, Hy Bressail), che appare con forme e coordinate diverse in tanti portolani del Medioevo. Ma anche Ponzela , o Poncela, Pulzella, e ancora Mamm, Maida, Asmanda, la lista è lunghissima. Tutte sembrano far riferimento al viaggio di San Brendano , o al Giardino delle Esperidi, o alle leggende celtiche. E Antilla ? Appare in alcune mappe del 1400, ma prima della scoperta delle Americhe! Senza dubbio un nome inventato: Ante Illa (davanti ad essa o esse, forse perché è disegnata davanti alle coste del Portogallo). Eppure non è mai esistita, o almeno non dove viene localizzata dai cartografi. Ebbene, in que...
Heidelberg, 1940. Un giovane delle SS recupera una misteriosa mappa appartenuta ad una famiglia ebrea, ma quella mappa, insieme all'oro della Banca di Breslau, sparisce nel nulla. Roma, 1943. Le truppe naziste requisiscono nella città occupata le biblioteche della Comunità Ebraica e le spediscono in Germania. Ma i vagoni ferroviari che le contengono non arriveranno mai a destinazione. Atene, 2016. Uno strano furto tocca la fondazione dei reduci dell'eccidio di Smirne e scompare un misterioso atlante di un mercante greco. Venezia, 2019. Un archivista viene ucciso mentre cerca di recuperare un antico manoscritto. E qualcuno ruba un'antica carta nautica esposta a Parma. Quale segreto celano quelle antiche mappe? E a cosa si riferiscono quelle misteriose isole disegnate nelle acque dell'Atlantico, isole dai nomi fantastici, che appaiono e scompaiono dalle carte in epoche diverse?
RispondiEliminaQuesto libro mi è piaciuto: il linguaggio è piacevole, scorrevole e garbato, la complessità della narrazione che rende necessario andare avanti nella lettura a tutti i costi. Alcune aggettivazioni mi hanno colpito: la ragnatele "fantasiose", la bellezza "scostante" di Venezia, il rumore "grasso" del motore della barca. In generale, belle immagini ovunque, grande sensibilità per gli aspetti cruciali dei paesaggi, una evidente competenza circa le emozioni più importanti che muovono gli umani Ho notato alcune prese di posizione che mi rendono simpatica l'autrice e derogano alle ingombranti precauzioni (per gli scrittori) dovute alla sensibilità di una parte della platea dei lettori (e più, citando Gadda, delle stupende lettrici): il giudizio sui selfie, scattati ad occupare lo spazio della bellezza. Non si può ingraziarsi tutti. Su ben altro registro valoriale, la presa di posizione sui diritti civili, a partire dalla dedica del romanzo alla memoria dell'eccidio di Smirne.
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